629 – UOMINI IN GABBIA


domenica 27 ottobre 2019 ore 18:00
domenica 27 ottobre 2019 ore 21:00
ore
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Nuovo Teatro Sanità

Piazzetta S. Vincenzo 1 – Napoli

  Dove siamo

Presso il Madre • museo d’arte contemporanea Donnaregina

629 – UOMINI IN GABBIA

progetto di Mario Gelardi
testi spagnoli di Marta Buchaca, Jordi Casanovas, Guillem Clua, Pau Miró, Victoria Szpunberg, Joan Yago
traduzione Alessio Arena
testi greci di Yannis Papazoglou, Peny Fylaktaki, Tsimaras Tzanatos
traduzione Giorgia Karvunaki
testi italiani di Emanuele Aldrovandi, Alessio Arena, Tino Caspanello, Mario Gelardi, Domenico Loddo, Fabio Pisano
con Vincenzo Antonucci, Ciro Burzo, Riccardo Ciccarelli, Mariano Coletti, Arianna Cozzi, Carlo Geltrude, Anna De Stefano, Davide Mazzella, Enrico Pacini, Chiara Vitiello

regia Mario Gelardi

drammaturgia scenica Costantino Raimondi
aiuto regia Carlo Vannini
musica Tommy Grieco
costumi Alessandra Gaudioso
luci Alessandro Messina
evento prodotto da Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee
nell’ambito del progetto Piazza Madre
in collaborazione con Nuovo Teatro Sanità

I diritti d’autore dello spettacolo sono devoluti a Open Arms Italia

Domenica 10 giugno 2018, il governo italiano non ha concesso alla nave Aquarius di fare ingresso in un porto italiano. A bordo si trovavano 629 migranti. In quel momento, 629 erano i deputati della Repubblica Italiana: una strana coincidenza, tra uomini che decidono e uomini che non hanno alcun diritto. Lo spettacolo mette insieme autori provenienti da Spagna, Grecia e Italia, che hanno deciso di affrontare insieme un viaggio verso la diversità, attraversando il clima di odio violento cui è approdata l’Europa.
È sempre più comune vedere usati indistintamente i termini rifugiato e migrante dai media e nei dibattiti pubblici, ma vi è una differenza fondamentale dal punto di vista legale, e confonderli può avere conseguenze importanti. I rifugiati sono uomini e donne per i quali il rifiuto della domanda di asilo potrebbe avere conseguenze mortali. A nulla servono le manifestazioni di sensibilizzazione: la politica segue un’altra rotta, un percorso che vuole il rifugiato, lo straniero, come nemico.

Costo del biglietto unico: 8 euro