LA PAROLA IN SCENA FIN DALLA SUA NASCITA.
Josep Maria Mirò sarà ospite a Napoli del nuovo teatro Sanità dal 19 al 23 maggio per animare un workshop di drammaturgia nell’ambito di “dramma lab” il progetto di perfezionamento professionale per giovani drammaturghi riconosciuto dal MIC diretto da Mario Gelardi.
Il progetto è realizzato in collaborazione con Teatro Tedér.
Riconosciuto a livello internazionali come uno dei più importanti drammaturghi spagnoli contemporanei, Mirò nel 2022 ha ricevuto il Premio Nazionale di Letteratura Drammatica, il più alto riconoscimento di scrittura teatrale concesso dal Ministero della Cultura del Governo spagnolo, e nel 2020 è diventato il primo autore a vincere il prestigioso Premio Born per tre volte nei suoi cinquant’anni di storia. Le sue opere sono state tradotte in più di venti lingue e hanno all’attivo più di cento produzioni in tutto il mondo. In Italia sono state presentate in prima assoluta i suoi testi, Il principio di Archimede, che ha avuto una cinquantina di produzioni mondiali, per la regia di Angelo Savelli, e Nerium Park per la regia di Mario Gelardi. La casa editrice Cue Press ha pubblicato tre libri con nove suoi testi tradotti in italiano da Angelo Savelli. Tra i suoi testi più recenti ricordiamo El Monstruo (2023. XXXII Premio Jardiel Poncela), che sarà presentato in anteprima il prossimo luglio alla Sala Beckett nell’ambito del Festival Grec di Barcellona; Il corpo più bello che sia mai stato trovato in questo luogo (2020. Premio Nazionale di Letteratura Drammatica Spagnola / XLV Premio Born / XXV Premio della Critica), presentato in anteprima a Barcellona, Madrid, Uruguay e Grecia (tre stagioni) e prossimamente in Brasile e New York.
IL WORKSHOP
La parola è uno degli assi centrali del teatro dell’autore e regista catalano Josep Maria Miró, che la rivendica come generatore di pensiero e di azione teatrale. Anche il linguaggio che, con le sue diverse funzioni, attiva meccanismi di relazioni, ruoli, gerarchia e gioco scenico. Le ultime opere di Miró, il corpo più bello che sarà mai stato trovato in questo luogo, sono state considerate partiture testuali impegnative per l’interprete. alcuni dei suoi riferimenti teatrali, dai catalani Lluïsa Cunillé o Josep Maria Benet i jornet, ai classici contemporanei come Harold Pinter, Antonio Tarantino, Caryl Churchill o Sarah Kane sono, a suo avviso, grandi speculatori del linguaggio e del potere, del potere e della teatralità che la parola esercita nel suo teatro. Il laboratorio analizzerà le possibilità della parola a partire dalla costruzione di monologhi o dialoghi, ma anche la sua importanza nella creazione di personaggi complessi e artefatti scenici. si tratta di un laboratorio rivolto a diversi profili delle arti performative interessate alla scrittura teatrale, siano essi autori, registi e interpreti. Ai partecipanti verranno forniti diversi materiali che dovranno aver letto prima dell’inizio del workshop.
Drammalab.it
