Lui il figlio al Cimitero delle Fontanelle

 domenica 30 ottobre 2016

Vivi nel ricordo 2016

(II edizione)

In ricordo di Ermanno Rea

*La memoria: la più grande emozione*

L’Assessorato alla Cultura e al Turismo promuove, in occasione della ricorrenza dei defunti, un insieme di eventi volti alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico e immateriale-culturale della città e alla creazione di nuovi percorsi di visita da offrire ai cittadini e ai turisti quali quelli nei cimiteri storici e monumentali di Napoli, come già avviene nelle altre capitali europee, e in altri luoghi legati al ricordo di illustri personaggi.

Mercoledì 2 novembre

Chiesa di Maria SS. del Carmine –  Cimitero delle Fontanelle

in occasione della Commemorazione dei defunti celebrazione della Messa alle 18.30 nella Chiesa di Maria SS. del Carmine in via Fontanelle 154 e processione nel Cimitero delle Fontanelle. A seguire lo spettacolo nel Cimitero delle Fontanelle

 

INGRESSO GRATUITO

Inizio spettacolo, ore 20 circa

ntS’, nuovo teatro Sanità presenta

LUI _ IL FIGLIO

Un progetto di Mario Gelardi

Scritto da : Sara Bilotti, Tino Caspanello, Mario Gelardi, Antonio Menna, Elena Merarini, Antonella Ossorio, Eduardo Savarese, Emanuele Tirelli.

Con: Carlo Caracciolo, Riccardo Ciccarelli, Roberta De Pasquale, Anna De Stefano, Carlo Geltrude, Irene Grasso, Gennaro Maresca, Sasi Nicolella.

Regia di Mario Gelardi

Ispirato a “Gesù figlio dell’uomo” di Khalil Gibran, “lui il figlio”, racconta la storia di Cristo dal momento della crocifissione in poi. Una serie di testimoni arrivano, come a deporre ad un pubblico-tribunale, spiegando in che modo Cristo ha influito nella loro vita, a volte esaltandolo altre volte rinnegandolo. È una riscrittura contemporanea che immagina che la morte di “lui” sia avvenuta pochi giorni prima delle testimonianze, cercando di rendere ancor più universale la passione, la condanna e la morte di un Uomo.

Otto autori contemporanei, quattro teatrali e cinque di narrativa, hanno scelto uno o più personaggi che, oltre alla loro storia, raccontassero una parte della passione di Cristo. Una scrittura viva e contemporanea che usa varie sfumature del dialetto per raccontare il sangue, la morte, la maternità, ma anche la viltà di chi rinnega e spergiura. Cosa farebbe Giuda se il suo tradimento avvenisse ai giorni nostri? Si ucciderebbe davvero? E Maria, la madre adolescente di “Lui”, non può rivivere nei volti e nelle storie di tante ragazze del Rione Sanità di Napoli? Io credo di sì ed è da questo che sono partito, da laico, per raccontare soprattutto la morte violenta di un essere umano e di quella piccola folla che gli si riunisce attorno, specchio del nostro tempo.


 

Ciò che maggiormente risalta in ciascun testo e che con grande bravura è enfatizzato dalle interpretazioni commosse e intense di tutti gli attori, è l’aspetto umano, fragile, vulnerabile di Lui così come di coloro che lo hanno conosciuto, che gli sono stati accanto, che lo hanno amato o odiato e che ora ne parlano a chi, seduto dinanzi a loro – il pubblico, chiamato a interpretare realmente la platea giudicante – , non c’era ma ciò nonostante si sta arrogando il potere di giudicarli per quanto detto e fatto.(…) E se dunque un trasporto immediato, per chi ascolta e assiste, è ciò che la narrazione determina, ecco che la bellezza stilistica di una drammaturgia così come il talento di una interpretazione vissuta e non semplicemente recitata, assumono valore assoluto e imprescindibile, e quelle lacrime che rigano il volto giovane di Maria, così come l’urlo sofferente di Maddalena diventano le lacrime e le urla di tutti, perché universale è il bisogno d’amore così come il sentimento di ribellione o paura che appartiene agli uomini e alle donne in scena. Lontani da noi, per tempo e distanza, eppure riflesso di noi stessi oggi. (Quarta parete – Irene Bonadies)