SARAMAGO al nuovo teatro Sanità

Parte con la compagnia LaERte teatro la nostra mini rassegna, “Avviso Pubblico” destinata alle giovani compagnie under 35 che operano in Campania. Una piccola residenza che il nuovo teatro Sanità ha voluto dare alle giovani compagnie sempre in cerca di spazi.

10,11,12 gennaio
“LaERTe. Laboratorio di Esplorazione e Ricerca Teatrale”
presenta
“PIUTTOSTO LA MORTE CHE UNA TAL SORTE”
dal romanzo “Le intermittenze della morte” di José Saramago
adattamento e regia di Luca Di Tommaso
con ; Giuseppe Cerrone, Mario Di Fonzo, Antonio Parascandolo, Antonella Raimondo, Margherita Romeo
Roberto Soldatini, Angela Tamburrino

disegno luci, Paolo Petraroli

maschera, Riccardo Ruggiano

Cosa accadrebbe se la morte appendesse improvvisamente la falce al chiodo?
Grande felicità, brio e giubilo per l’evento inatteso?
L’immortalità a riparo da sconforti metafisici e gratis per tutti?
O una serie di inghippi e sofferenze insospettabili? Una trappola oscura peggiore della lama riposta?
L’opera di Saramago “Le intermittenze della morte” gioca con i temi della vita, della morte, dell’amore, del potere, del denaro e della fede, in modo da farcene apparire gli aspetti stereotipati e rovesciarli. La società ci viene mostrata da lontano, uno sguardo estraniato la rende grottesca e buffa, umana e assurda. Un evento fantastico, l’assenza improvvisa della morte in un paese non ben identificato, scardina abitudini, manda in frantumi regole, destituisce di fondamento convenzioni, disvela interessi, meschinità, paure, sentimentalismi e strumentalizzazioni solitamente nascosti sotto il velo di una bella apparenza.
Quella del premio Nobel portoghese José Saramago, è una scrittura tagliente e leggera, che si fa addirittura favolistica quando entra in scena la maschera della morte in persona e ne racconta – sottovoce, come fosse una storia per bambini – l’incontro enigmatico con un musicista ed il suo violoncello.

Nuovo Teatro Sanità. Piazzetta S. Vincenzo 1. Rione Sanità. Napoli
Per info e prenotazioni
www.nuovoteatrosanita.it
3396666426

VODISCA TEATRO racconta il femminicidio

La compagnia Vodisca Teatro presenta, in anteprima nazionalem solo il 7 gennaio al Nuovo Teatro Sanità, lo spettacolo “Scarpette rosse”.
Dopo il successo di “Lenuccia – Una partigiana del Sud”, la compagnia napoletana ritorna con una messa in scena dedicata al mondo femminile. Uno spettacolo che vuole essere una protesta, una denuncia, contro l’ormai sempre più diffusa violenza di genere. In scena ci sono Pina Di Gennaro, che ha curato anche la regia dello spettacolo, e Maddalena Stronaiuolo, attrice e fondatrice di Vodisca Teatro. Partendo dal simbolo delle scarpe rosse, segno di femminilità esibita e traccia di centinaia di donne cancellate dal maschilismo, attraverso le parole di Enzo Moscato, Annibale Ruccello e Anna Maria Ortese, “Scarpette rosse” racconta tre storie di donne, bambine, mamme, puttane: donne a confronto con uomini-orchi. Un viaggio teatrale nell’universo femminile schiacciato dalla più forte sessualità maschile.
Si tratta di uno spettacolo interattivo: la compagnia invita gli spettatori a portare con sé al Nuovo Teatro Sanità un paio di scarpe rosse, come segno di protesta contro gli oltre 100 femminicidi avvenuti solo nel 2013 in Italia.

IN ASSOLUTA ESCLUSIVA PER IL NUOVO TEATRO, UN TESTO INEDITO DI MANLIO SANTANELLI

Non potevamo iniziare meglio questo nuovo anno teatrale, infatti, in assoluta esclusiva per il nuovo teatro Sanità, Riccardo De Luca, porta in scena un testo inedito di Manlio Santanelli

3,4 gennaio ore 21.00 – 5 gennaio ore 18.00
DUE SIGNORE
di Manlio Santanelli

Con TINNI AURICCHIO, CATERINA DE ANGELIS, RICCARDO DE LUCA, SALVATORE VENERUSO
regia RICCARDO DE LUCA

DUE SIGNORE (nota dell’autore)
La vita dell’uomo corre lungo un filo che presenta in testa come in coda due segmenti particolarmente delicati. Entrambi sono terreno di coltura di innumerevoli problemi esistenziali (di cui le malattie fisiche non sono da considerare i peggiori). Ma se quelli infantili hanno, o dovrebbero avere, la funzione di formare l’individuo, quelli senili tendono decisamente a deformarlo. E’ il caso di Cibele e Serena, due consuocere, nel senso che la figlia della prima e il figlio della seconda sono più o meno felicemente sposati. Le due donne, in là con gli anni e dunque soggette, come per lo più ogni loro coetanea, a tutti gli acciacchi e le monomanie dell’età, sono costrette a convivere sotto lo stesso tetto di una casa fuori città, che i figli hanno messo a loro disposizione con la dichiarata giustificazione che là potranno farsi buona compagnia, ma nel deliberato intento di disfarsi della loro presenza .
Ma la convivenza, condizione già di per sé ardua se affrontata da persone simili per estrazione sociale e livello culturale, per Cibele (nata bene) e Serena ( dall’anima contadina) si traduce in un infernale confronto quotidiano, registrato dall’unità di misura dei dispetti più meschini e dei battibecchi senza possibili tregue.
Finché il destino non è lui a farsi carico di trovare la soluzione (che qui non è il caso di riportare).
A commento di tutta la vicenda, comunque, va detto che il livello di civiltà di un paese si giudica dal trattamento che in quel paese viene riservato agli anziani. Manlio Santanelli

Nnote di regia
La scrittura di Santanelli è “comitragica” nel senso proprio del contrario di quello che con Corneille possiamo definire “tragicomico”: non un insieme di ingredienti diversi a blocchi prestabiliti ma la storia che va comicamente come la vita va. E quando la vita va come volete che possa andare se non tragicamente? Se nonché la tragedia Santanelli la trasforma in poesia un attimo prima che la commedia torni a riprendersela, con la sua cattiveria e la conseguente inevitabile comicità. E allora piroette e salti mortali da circo Barnum per stare dietro a tutte queste sfumature per far sì che il pubblico possa godere appieno di questa storia, di questi personaggi di funambolici patetici, emarginati umani a tutto tondo, come nello specchio, quanto mai shakespeariano, della vita.

Così, in questa che è una prima assoluta di un testo inedito mai rappresentato, viviamo assieme ai guai e alle tenzoni di queste due anziane signore, campo di battaglia la casa dove sono relegate, più uno sbrigativo e funambolico dottore in visita, con un ingenuo e melomane figlio di dottore al seguito.

Riccardo De Luca

SI CONSIGLIA LA PRENOTAZIONE

Happy Christmas Sanità

NATALE DI MUSICA E CINEMA AL NUOVO TEATRO SANITA’
19 dicembre ore 21.00
Flo in Concerto di presentazione di “D’ amore e di altre cose irreversibili”
“D’amore e di altre cose irreversibili” è un disco che ho scritto la scorsa estate, in un monolocale al mare, quasi interamente di notte. Di notte le cose assumono una strana tridimensionalità, i piccoli suoni si amplificano, i profumi si chiariscono, i colori si perdono e il confine tra i ricordi e i desideri si fa impalpabile. Le mie canzoni sono questo: una lente d’ingrandimento sopra particolari impercettibili e sfumature emotive.

PER TUTTI GLI ISCRITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER IL REGALO DI NATALE DEL NUOVO TEATRO SANITA’
20 dicembre ore 21.oo – “Sodoma – L’altra faccia di Gomorra” – PROIEZIONE GRATUITA
film di Vincenzo Pirozzi. Con Corrado Ardone, Massimo Peluso, Ettore Massa, Giacomo Rizzo, Germano Bellavia, Nello Mascia, Gianni Ferreri, Antonio Pennarella, Lucio Allocca, Mario Porfito, Gianluca Di Gennaro, Vittorio Ciorcalo, Maria Bolignano, Michele Maturo, Marco Lanzuise. Tre giovani disoccupati napoletani organizzano una rapina per far colpo sul boss locale e riuscire a “farsi assumere” dalla camorra. Ma i loro tentativi falliranno perché il colpo non andrà come previsto.
Ingresso gratuito.
E’ indispensabile la prenotazione a : organizzazione@nuovoteatrosanita.it

21 dicembre ore 21.00- Myriam Lattanzio e Lello Russo in “Natal’è”.
Con i musicisti, Caterina Bianco, Chiara Carnevale, Martina Mollo e Beatraice Valente. Natal’è, vuole essere un viaggio onirico nella tradizione dei canti e racconti della notte Santa. Il racconto popolare “o’ cunto”, le armonie delle Pastorali, i canti del popolo, la poesia nella tradizione, il settecento napoletano nei personaggi della “Cantata dei Pastori”, la festa popolare.
22 dicembre ore 21.00 – Dolores Melodia e i Quartieri Jazz in “Concertino Rionale”.
La fisarmonicista e posteggiatrice chic Dolores Melodia è un progetto di Antonella Monetti, più che un personaggio, la cantante è una sorta di “avatar musicale” della regista. Il suo repertorio, prevalentemente teatrale, spazia dal Pisano-Cioffi al Viviani, alla canzone napoletana classica e di giacca, prevedendo persino qualche incursione nello stile neomelodico. “Concertino Rionale” è un nuovo progetto di musica e teatro realizzato da Dolores Melodia con i “quartieri jazz” del chitarrista Mario Romano. Un concerto interamente dedicato al teatro canzone con un gruppo musicale emergente e dalle sonorità manouche.
23 dicembre ore 21.00 – Antonella Morea in “Donna in canto”.
Al piano Vittorio Cataldi. Concerto cantato e recitato il cui filo conduttore sono i personaggi femminili; non le donne protagoniste conosciute da tutte, ma quelle che in punta di piedi si sono affacciate nelle commedie, nelle canzoni e nelle liriche di autori famosi.

27 dicembre ore 21.00- PopRock&Fashion
al Nuovo Teatro Sanità con Black Diva, Angelo Di Matola, Rossella Scarano, Nino Velotti, Marilena Vitale & Federica Ottombrino e la partecipazione di Nicola Vorelli. Defilè dello stilista Salvatore Falco. Presentano Eddy Palescandolo e Lucilla Nele. Una serata dedicata a nuove voci, nuovi talenti che si stanno affermando nel panorama musicale napoletano. Da Black Diva, nome d’arte dell’attrice e cantante Alessandra Venturini, ad Angelo Di Matola finalista della II edizione di Listen. Da Rossella Scarano, musicista e cantautrice dalla cifra inconfondibile dell’alternative folk e del rock a Nino Velotti, poeta e musicista che da poco ha pubblicato il cd “Incanti e Disincanti” fino a Marilena Vitale e Federica Ottombrino, voci calde e suadenti cariche di suggestioni mediterranee. “Padrino” della serata Nicola Vorelli, finalista della passata edizione di Italian Got Talent, cantante en travestì noto per il suo particolarissimo modo di arrangiare e cantare pezzi pop del repertorio musicale italiano e straniero, con incursioni inattese tra melodie partenopee e temeperature camp. Nel corso della serata avrà luogo il defilè del giovane stilista campano Salvatore Falco. Presentano Eddy Palescandolo, memoria storica dell’intrattenimento e della musica trasgressiva ed alternativa, fondatore con Platinette del gruppo “Le Pumitrozzole”, e Lucilla Nele, giornalista e voce di “Barba&Capelli” su Radio CRC.

28 dicembre ore 21.00 – Massimo Masiello in ” Tutta pe’mme” Recital-Viaggio musicale e sentimentale del “cantattore” Massimo Masiello. Arrangiamenti e tastiere Gaetano Cassese, sax midi Peppino Fiscale, Basso Peppe Donato, batteria Domenico Fiscale. Direzione artistica Gingy Comune.