Il miracolo

insegnaPer poter raccontare quello che alcuni giornali hanno definito “Miracolo alla Sanità”, devo prima spiegare, quasi far vedere, di quale luogo stiamo parlando: siamo in un quartiere di Napoli in pieno Centro Storico, un rione che conta più di 50.000 abitanti, ricco di storia e di tesori artistici di inestimabile valore, dove la bellezza lastrica le strade e ne è il cuore più profondo. Il Rione Sanità è noto per aver dato i natali a Totò, perché ha fatto da sfondo a molti film come ad esempio l’oro di Napoli e perché Eduardo De Filippo ci ha ambientato una delle sue commedie più famose, il Sindaco del Rione Sanità.

Un luogo che è quasi un’isola all’interno della città, per motivi architettonici, ma anche di natura storico-culturali. Proprio in questo crogiuolo di strade contraddittorie, dove l’arte e la malavita si incrociano ad ogni angolo, incuranti l’una dell’altra, è nato due anni fa il Nuovo Teatro Sanità, un teatro di circa ottanta posti, ricavato all’interno di una chiesa settecentesca con una splendida pavimentazione dell’ottocento, rimasta abbandonata per decenni. Ma in quel luogo c’è anche un gruppo di ragazzi, decine di ragazzi, che lì lavorano e che vedono il teatro come unica fuga da un quartiere che in qualche modo li tiene prigionieri. Quel teatro è il luogo dove possono creare bellezza, arte, un’altra vita, forse. E gli appartiene, perché sono loro che hanno contribuito a costruirlo e a farlo vivere ogni giorno.

Quando il Nuovo Teatro Sanità ha aperto i battenti ha goduto immediatamente del parere favorevole della stampa, che titolava in molti casi: “Miracolo alla Sanità”. Ma non solo. Professionisti del mondo dello spettacolo hanno avuto immediatamente fiducia nelle doti artistiche e professionali del gruppo di lavoro, il collettivo ntS’, che si è assunto la responsabilità di condurre artisticamente e professionalmente quel posto e quei giovani che lo abitavano. Così molti artisti (anche nomi del panorama nazionale) lo hanno scelto per portare i loro spettacoli e più di 2000 persone hanno affollato la sala solo nel primo anno di attività. Un flusso che si alimenta di volta in volta e cresce di continuo, grazie all’apertura dello spazio, divenuto ormai una vera casa della cultura e dello scambio per i ragazzi del quartiere e per il resto della Città.

Il teatro è gestito da un gruppo formato da giovani sotto i trent’anni coadiuvati da un gruppo di professionisti del settore teatrale. Sono tanti gli artisti che sono passati dal palcoscenico di piazzetta San Vincenzo alla Sanità e molti, innamoratisi del progetto, hanno voluto prestare la loro professionalità solo per passione e senza alcun guadagno, per far crescere questo luogo di cultura e dare nuova linfa ad un progetto ambizioso che è ormai avviato sulla strada della realizzazione effettiva. Tutto questo resistendo ad una mentalità che vede l’arte e la cultura come una nemica: prospettare una via di uscita, mostrare il bello e non solo il brutto del Rione Sanità è una gioia e un dovere!

Tutto questo avviene senza alcun contributo pubblico. “Miracolo alla Sanità”, appunto.

Ha detto Roberto Saviano, visitando il nuovo teatro Sanità

«Questo posto è rappresentativo di una Napoli diversa, di quel cambiamento che io sogno da tanto. Qui si lavora seriamente, ogni giorno. Si fa un lavoro culturale continuo e a luci spente. E questo lavoro è l’indice di un cambiamento che può avvenire. Se io potessi scegliere dove stare, vorrei essere qui».